martedì 24 luglio 2012

E se ti serve un certificato...

Visto che dovevo richiedere dei certificati, oggi mi sono recata all'ufficio anagrafico del mio Municipio. Quale giorno migliore del 24 luglio per evitare di trovare fila??


Il tempo non era dei migliori, ma visto che l'ufficio si trova vicino casa mia ho deciso di fare una bella passeggiata. E cosa fa una donna comune appena esce?
Butta la "munnezz", of course.

Camminavo serena con il mio bel sacchetto rosa puzzolente che mi ha tenuto compagnia fino al secchione più vicino. Ero ancora serena quando ho deciso attraversare la strada, peccato che ho scelto di farlo passando in mezzo a due cassonetti. Tanto per restare in tema.
Insomma, non vado a sbattere con il braccio contro il dannatissimo gancio che serve al camion per sollevare il secchione? Un dolore lancinante. Lo hanno sentito tutti i santi del calendario e il ragazzetto della pizzeria che si è affacciato e mi ha lanciato un "ma nvedi questa!" con tanto di manina alzata.

Molto bbbeneee....

L'obiettivo della giornata però era un altro: tornare a casa con i certificati di cui avevo bisogno. Oggi la pubblica amministrazione è più snella e veloce e molti documenti vengono rilasciati a vista.

Fiduciosa, ho spinto il maniglione anti-panico della porta dell'ufficio. E improvvisamente ...

...il CAOS...un girone infernale...

Urla, gente ovunque, sportelli con numeri che suonavano, un bancone al centro della sala con tre uomini all'interno che dispensavano numeri e fogli da compilare che più che impiegati sembravano addetti del mercato con tanto di folla inferocita intorno. 

CHI ha detto che a Roma a fine luglio non c'è più nessuno? 

Sono rimasta in piedi shoccata per qualche minuto, poi, grazie al cielo qualcuno è venuto in mio soccorso: un impiegato appartenente alle categorie protette.

"Che devi fà? A che te servono questi certificati? Mmmm, allora senti a me: piati sto numeretto e compila sti due fogli, siediti qui e aspetta il tuo turno".
E io mi sono fidata.

Mentre aspettavo mi guardavo intorno e ascoltavo i soliti discorsi: "questi della pubblica amministrazione non lavorano...sì mo se ne vanno pure a pranzo...beati loro...ecc,ecc"
Secondo me però lavoravano, ma c'era troppa gente.

Poi è entrata lei: l'antidonna.
(Sono cattiva, lo so. Ma se hai una taglia modello elefantino non ti puoi vestire tutta attillata con dei pantaloni bianchi che sembrano una seconda pelle. Almeno togliti quella patacca di unto dalla coscia. Almeno evita di rasarti mezza testa e mezza no.  E non stare con il gozzo che ti pende da un lato e lo sguardo da triglia fisso dall'altra. Chiedo ancora scusa, ma come si fa??)

Poi finalmente, poco prima dell'inizio della mummificazione, è arrivato il mio turno. Ed ho ottenuto ciò che mi serviva.

Secondo obiettivo della giornata: raggiungere l'uscita di quel posto!

Ce l'avevo quasi fatta, quando mi ha raggiunta di nuovo il tipo. Quello delle categorie protette. Che dopo avermi squadrata mi ha detto: "Ciao eh! E me raccomando..."
Si raccomanda. Lui a me.
Forse dovrei pormi qualche domanda esistenziale. 


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