lunedì 26 settembre 2016

Pokemon go e altre stramberie

Non scrivi da tanti, troppi giorni, mi ricorda il mio blog.
E' vero, l'ultimo post risale a prima dell'estate, mi sono presa un lungo periodo di pausa sapendo che comunque avrei ripreso a scrivere perchè questo blog mi diverte e se devo scrivere senza divertirmi allora non lo faccio.
Troppe cose da fare, tanto tempo dietro ai figli lasciati allo stato brado da una scuola che per tre mesi non li accoglie più tra le sue mura. Ed io, mamma di tre, come molti ben sanno, alle prese con tre esigenze diverse 24 ore al giorno.

Forse non a caso ho letto in questo periodo un libro in cui il protagonista pensava di sparire. Da tutto, da tutti, almeno per un pò. Quando sono stanca ci penso spesso anche io chiedendomi cosa accadrebbe se davvero lo facessi.

(N.B.: Se davvero decidessi di sparire non cercatemi, ma immaginatemi a panza all'aria in qualche isola tropicale).

Ma siccome attualmente non posso concedermi nemmeno di chiudere la porta del bagno ho pensato che un buon modo per staccare la spina poteva essere quello di allentare un pò con la tecnologia,
Ma non ci sono riuscita poi così bene.

Ho lasciato il telefono a casa tutte le volte che sono andata in spiaggia, anche perchè non avrei mai potuto controllarlo. Ho passato l'estate in piedi facendo la sentinella per controllare i figli ovviamente posizionati in tre luoghi differenti cercando poi di non farmi notare troppo dal grande che inizia a richiedere la sua autonomia. Risultato: anche quest'anno ho conquistato una bella abbronzatura in gradazione di colore che andava dal più scudo delle spalle al più chiaro dei piedi. Ricordavo, per intenderci, una di quella caramelle gommose alla coca cola.


Il genitore che non vorrei mai essere.

Ohibò.
Frase pronunciata da mio figlio di ben 9 anni a commento di un fatto accaduto in spiaggia.
Si era perso un bambino. I genitori per ritrovarlo hanno allertato tutti i bagnini nelle vicinanze ed hanno persino chiamato la guardia costiera.
Dopo un pò di tempo il bambino, che al momento della scomparsa era sugli scogli con la madre e il padre, è stato ritrovato in una spiaggia libera poco distante che giocava con la sabbia.

"Qual'è il genitore che non vorresti mai essere?", ho quindi domandato a mio figlio maggiore che osservava la scena continuando a dire no con la testa.
Vogliamo dargli torto? 

Magari non era quello il caso, o forse sì. 
C'è gente che fa persino il bagno in mare con il cellulare infilato in quelle borsette trasparenti impermeabili...


Ma che non stiamo bene per niente si è visto dalla storia dei Pokemon go.

"Devo vedere se c'è un Pokemon a casa tua", mi ha detto un amico che è vicino agli anta e padre responsabile di famiglia, entrando nella mia abitazione con il cellulare in mano.

Ecco, non sapevo potessero essere anche a casa mia, mi piacerebbe capire in che modo ce li ficcano i pokemon a casa mia, ma preferisco non chiedere, almeno per il momento.
D'altronde, se è stato trovato un pokemon in testa ad un giudice nel corso di un processo ci si può aspettare di tutto, o no?

"Ed io che dovrei dire?", ha commentato un altro amico.
"Stavo camminando con la macchina, uno mi ha inchiodato davanti, per poco non ho fatto il botto...pensavo si fosse fermato a parlare con la prostituta davanti a lui e invece no! Si era fermato davanti a lei perchè c'era un pokemon..."

D'altronde perchè sorprenderci.
Che siamo una generazione rovinata lo avevamo già intuito.







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