lunedì 9 settembre 2013

Mamma sui tacchi

Esiste una stretta correlazione tra tacchi a spillo e acido lattico. Ora vi spiego.


Qualche giorno fa sono stata al matrimonio del mio amico Christian. Ha sposato una bella ragazza di nome Ilaria e non mi sarei persa questo evento per nulla al mondo, se non altro per l'amicizia che mi lega allo sposo da quando avevo ben 2 anni. Praticamente una vita. Ecco perchè ho fatto quello che ho fatto.

La chiesa scelta dagli sposi era al centro di Roma, proprio di fronte ai Fori Imperiali.
Mmmmm...vi è giunta la notizia che l'area è stata da poco pedonalizzata??

In considerazione di questo Christian aveva chiesto dei permessi per consentirci di arrivare nei pressi della chiesa. Se non fosse che: quel giorno era di turno un simpaticissimo vigile, il quale spero stia molto bene in questo momento, che arrivato il nostro turno ha deciso che PURTROPPO le macchine già passate erano troppe e noi, che avevamo anche una carrozzina con dentro una neonata, dovevamo parcheggiare prima. Molto prima. 

Eppure i posti c'erano. 
E avevamo la bimba piccola al seguito.
E io avevo i tacchi a spillo...
E non mi fate dire ciò che penso.

Dopo mezz'ora di giri a vuoto finalmente abbiamo trovato un posto. Per arrivare alla chiesa abbiamo dovuto salire a piedi sul Campidoglio, passare davanti al comune, scendere di nuovo giù fino a quella che per noi è stata un'importante decisione: prendere la via lunga, ma senza scale, o tagliare prendendo le scale?
Ovviamente arrivati in cima al Campidoglio, quindi a metà del nostro percorso, avevo visto la sposa entrare. Quindi il mio LUI ha deciso: scale.
E scale sono state. 
Abbiamo sollevato in due la carrozzina e siamo scesi velocemente. Anche troppo per i miei tacchi a spillo. Non sono caduta, ma mi sono guadagnata una bella storta. 
Anche in quel momento ho continuato a pensare con molto affetto al vigile di prima.

Per il grande evento avevo scelto di indossare una tuta blu elegante, scarpe e pochette color oro e per entrare in chiesa un morbido scialle color crema decorato con farfalle blu dipinte a mano. Un pezzo molto ricercato che a un certo punto mi è stato restituito da un turista giapponese che lo aveva raccolto dopo che lo avevamo calpestato con le ruote della carrozzina.
Molto bene.

Abbiamo raggiunto la chiesa come un'oasi nel deserto.
Gli sposi erano sull'altare.
Abbiamo varcato l'atrio in punta di piedi.
E la gnappa ha cacciato un urlo che ha fatto saltare sulla sedia tutti gli invitati.

Niente. Non c'è stato niente da fare. La piccola anticlericale piangeva come un'ossessa ogni volta che entrava in chiesa e si azzittava appena fuori. Ci abbiamo provato diverse volte, poi ci siamo rassegnati.
(Devo ringraziare il mio LUI che si è tenuto la gnappa fuori dalla chiesa per farmi assistere allo scambio degli anelli).
A un certo punto, uscendo, ho notato una ragazza che mi guardava e faceva "Aaaaaa....aaaaa...".
Ho pensato che avesse un problema serio.
Poi ho capito che il suo problema ero io che con il tacco le ancoravo la gonna al pavimento come un paletto fa con la tenda da campeggio.
Molto bene due volte.

Poi la gnappa ha deciso che aveva fame. E io tra turisti giapponesi e sudamericani ho tirato fuori la tetta e aspettato la fine della cerimonia.
E' bello assistere a un matrimonio.

Prima di arrivare alla villa dove si svolgeva il ricevimento ho iniziato ad accusare il dolore lancinante ai piedi e  ho sentito l'acido lattico nelle gambe. Sarò una mozzarella in questo momento storico della mia vita, ma sfido chiunque a salire e scendere sui tacchi a spillo uno dei colli di Roma, attraversando percorsi asfaltati, scale e san pietrini...
No, ma spero tanto che il vigile passi belle giornate.

La villa era meravigliosa. Panorama spettacolare. Altro piccolo tragitto a piedi e buffet servito sul prato dove sempre i miei tacchi a spillo affondavano per metà.
Poi scale. Di nuovo. Per arrivare ai tavoli dove veniva servita la cena.
E poi scale. Di nuovo ancora! Per salire sulla terrazza dove era stato allestito il tavolo dei dolci e dove gli sposi hanno fatto il taglio della torta.
Dannatissimi tacchi a spillo.

In piedi sulla terrazza dondolavo prima su un piede poi sull'altro per alleviare il dolore, ma l'unica cosa che riuscivo a pensare è che provavo un immenso dolore.
Ma perchè noi donne dobbiamo farci così male??

Ah! A proposito! Dopo ho scoperto che nella villa c'era l'ascensore...
MA PORCA DI QUELLA....vabbè.

Mi consola il fatto che peggio di me ha potuto fare solo il mio amico Grosso, che ha mangiato talmente tanto da sentirsi male.
Gro, ma perchè ti sfasci così?

Comunque ho deciso: smetto. 
Con i tacchi a spillo ho chiuso, non li metto più.
Potrei usarli di nuovo solo per tirarli in testa al vigile.



4 commenti:

  1. Ciao compliementi per il tuo blog è bellissimo mi sono iscritta come follower se ti va passa anche da me
    a presto ciao

    http://nailartpassopasso.blogspot.it/

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  2. Ciao Naomi!
    grazie mille, ricambio il favore! :)

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  3. Ognuno di noi ha le sue debolezze.....la mia è il cibo, se accompagnato da bollicine e ottimo vino poi.....a proposito indovinate chi sono?

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  4. una bamboletta in omaggio a chi indovina!

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